Aceto balsamico di Modena IGP “S. Lucia” – 250 ml

17,00

10 disponibili

Categoria:

Descrizione

Aceto balsamico di Modena IGP “S. Lucia” – Descrizione e Lavorazione

Prodotto nell’Acetaia Montale Rangone (MO), l’Aceto Balsamico di Modena IGP “S. Lucia” si ottiene partendo dal mosto cotto, derivante unicamente dalle uve che crescono sulle colline intorno a Modena. Seguendo un’antica ricetta di famiglia, al mosto viene aggiunto un aceto di vino dal sapore forte e pungente, che è stato a sua affinato all’interno di botti di gelso, castagno, rovere e ginepro.

Il Santa Lucia, è un aceto balsamico IGP dal colore scuro, dalla consistenza morbida e vellutata al palato e caratterizzato dal tradizionale gusto agrodolce.

L’Aceto Balsamico di Modena IGP “S. Lucia” è un prodotto completamente naturale e genuino, privo di conservanti, additivi o esaltatori del gusto. Infatti, sono solamente sette i vitigni che concorrono alla preparazione del mosto che ne rappresenta la materia prima di base, e sono tutti di origine locale: Trebbiano, Albana, Sangiovese, Montuni, Lambrusco, Ancellotta e Fortana.
Una volta che le uve sono state raccolte all’apice del loro processo di maturazione, vengono pigiate e quindi sottoposte ad una lenta e controllata cottura che termina unicamente quando i maestri “assaggiatori” reputano che consistenza e colore siano ideali. A questo punto viene aggiunto l’aceto di vino forte (in una percentuale del 10% minimo).

Nel pieno rispetto del protocollo imposto dal disciplinare IGP, il balsamico viene quindi posto a riposare e ad “invecchiare” all’interno di antichi “vaselli”, realizzati con legni pregiati come rovere, castagno, gelso, ginepro, acacia. L’Acetaia Montale Rangone possiede oltre 300 di questi preziosi vaselli tra botti grandi e botticelle, tutte ovviamente disposte nelle tradizionali “batterie” del balsamico, all’interno di locali non sottoposti a nessuna forma di climatizzazione, per permettere alle forti escursioni termiche giornaliere e annuali, tipiche di tutto il territorio modenese, di favorire i naturali processi di affinamento.

Nello specifico, seguendo i dettami del disciplinare IGP, l’Aceto Balsamico di Modena IGP “S. Lucia” viene affinato all’interno di barriques in rovere appositamente dedicate, per un periodo di 60 giorni, al termine del quale, viene imbottigliato nel vetro ed è pronto per essere messo in vendita, nel pieno rispetto delle norme igienico sanitarie in vigore.

L’Aceto Balsamico di Modena IGP “S. Lucia” è un condimento ideale sopra l’insalata, i pinzimoni e le verdure in genere. Perfetto anche per insaporire carni bollite o alla griglia, o per realizzare una marinatura per pesce o uova.

Aceto balsamico di Modena IGP: storia e tradizioni

L’aceto balsamico di Modena IGP è il tradizionale condimento agrodolce, rinomato in tutto il mondo come eccellenza gastronomica italiana, che ha contribuito a rendere altrettanto famosa la città che gli ha dato origine e a cui deve il nome. È stato ufficialmente riconosciuto con questa denominazione di Indicazione Geografica Protetta (IGP) con un decreto ministeriale del 3 dicembre 1965.

Tuttavia, come per moltissimi altri prodotti unici della nostra tradizione gastronomica, ha una storia che corre indietro nel tempo fino agli antichi romani.

Risalgono infatti a questo periodo le prime testimonianze scritte di un condimento che si caratterizza per il gusto agro-dolce – dovuto al fatto che all’aceto di vino venivano aggiunti miele e componenti aromatizzanti come la menta, il cumino, il ginepro e la ruta – e per alcune proprietà “disinfettanti” che lo rendevano un perfetto rimedio per l’intestino e i problemi digestivi.

Se ne trovano accenni nel De Bello Gallico di Giulio Cesare e nelle Georgiche di Virgilio che ci tramanda nello specifico di un procedimento di cottura del mosto, molto diffuso in tutto il territorio modenese, grazie al quale si otteneva proprio questo condimento dalle caratteristiche di gusto e consistenza immediatamente riconoscibili, e molto apprezzato in cucina: sicuramente l’antecedente del nostro aceto balsamico odierno.

Nel medioevo, il monaco Donizone, nella sua Vita Mathildis, che racconta la storia della vita di Matilde di Canossa, ricorda l’episodio in cui il di lei padre, donò una botticella d’argento piena di un aceto misterioso al futuro imperatore Enrico III e di come quest’ultimo apprezzò così tanto il regalo che ricambiò il dignitario di Canossa con il primato tra i nobili della penisola italiana.

Se tuttavia dobbiamo trovare il riferimento storico che maggiormente ha caratterizzato la fama e le vicende dell’Aceto Balsamico di Modena, bisogna ricollegarsi alle gesta della famiglia Estense nel Rinascimento. La fortuna del balsamico è infatti strettamente correlata alle fortune di questa potente famiglia ducale, la cui passione per gli aceti era risaputa fin dal 1556 quando, alla corte di Ferrara, se ne potevano individuare ben quattro tipologie diverse. Ma è dal 1598, anno del trasferimento a Modena, che le testimonianze in nostro possesso ci riferiscono di prodotti decisamente più vicini ai “balsamici modenesi” così come li conosciamo.

La prima volta che vediamo però comparire l’aggettivo “balsamico” accanto alla parola aceto, sempre ad opera dei registri tenuti nelle cantine degli Estensi, è nel 1747.

La storia del Balsamico però non si limita alle sorti della potente famiglia ducale, ma si intesse con le vite di molte altre famiglie modenesi che per secoli, nelle piccole acetaie di famiglia, hanno sviluppato e tramandato, gelosamente, le ricette per la produzione di questa eccellenza preziosa.

Acetaia Montale Rangone S.r.l., via Campania 28/B – fraz. Montale, 41051 – Castelnuovo Rangone (Mo).

Informazioni aggiuntive

Peso 0.5 kg