Aceto Balsamico di Modena IGP, “Terramara” – 250 ml

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Descrizione

Aceto Balsamico “Terramara – 250 ml” – Descrizione

L’Aceto Balsamico “Terramara” realizzato nell’Acetaia Montale Rangone (MO), è un prodotto tipico che racchiude in sé le caratteristiche fondamentali e distintive del vero aceto balsamico di Modena IGP.
Viene infatti prodotto esclusivamente con materia prima naturale al cento per cento – il mosto d’uva – accuratamente selezionata e lavorata senza aggiunta alcuna di coloranti, condensanti o addensanti.
Si presenta al palato con una densità moderata e un’apprezzabile acidità combinate ad una corposità media e ad un aroma semplice e franco. Dal colore bruno intenso, ma al tempo stesso limpido e brillante, ha un sapore agrodolce gradevolmente acetico, immediatamente riconoscibile e caratteristico. Presenta note persistenti, intense e delicate che si contraddistinguono per i rimandi di frutta e spezie.
È ideale per condire insalate, pinzimoni, verdure crude, o in aggiunta alle salse. Può inoltre esser usato per insaporire sia la carne bianca che la rossa, ed è perfetto anche per aromatizzare il pese lesso. È soprattutto apprezzato da coloro che amano i sapori equilibrati.

Aceto Balsamico di Modena – Produzione

L’Aceto Balsamico di Modena IGP (Indicazione Geografica Protetta) si ottiene partendo da mosti d’uva che vengono parzialmente fermentati e/o cotti e/o concentrati.
Dal 2009 – anno in cui il prodotto ha ottenuto dalle autorità europee competenti la denominazione IGP – il disciplinare del Consorzio Tutela Aceto Balsamico di Modena stabilisce che le uve che possono essere utilizzate nella preparazione dei mosti devono provenire esclusivamente dai vitigni di Lambrusco, Sangiovese, Trebbiano, Albana, Ancellotta, Fortana e Montuni; tuttavia le viti possono essere coltivate anche al di fuori delle Province di Modena e Reggio.
La percentuale di mosti d’uva cotti e concentrati (rispetto alla quantità totale di prodotto da avviare all’elaborazione) deve essere del 20% minimo. A questa, viene aggiunto aceto di vino (10% minimo) e una percentuale “X” di aceto vecchio almeno di 10 anni. Può essere impiegato anche un 2% di caramello, ma è proibito l’impiego di qualsiasi altra sostanza come addensanti, coloranti o condensanti.

Acetificazione, affinamento, invecchiamento

L’Aceto Balsamico di Modena IGP viene elaborato secondo il metodo classico di acetificazione che prevede l’impiego di selezionate colonie batteriche. Per quanto riguarda invece la fase dell’affinamento, questa avviene all’interno di recipienti di legno pregiato. I tipi di legname utilizzato per la realizzazione dei tini possono essere quercia, rovere, castagno, gelso e ginepro. Secondo il disciplinare, il periodo minimo di affinamento è di 60 giorni e viene conteggiato dal momento in cui le materie prime avviate per l’elaborazione (mosti d’uva, aceto di vino, aceto di vino “invecchiato 10 anni”, eventuale percentuale di caramello), vengono miscelate fra loro secondo le proporzioni stabilite.

Alla fine della fase di affinamento, tecnici ed assaggiatori di esperienza sottopongono l’aceto ad un esame analitico e organolettico: solo se soddisfa i requisiti di gusto e consistenza prestabilti, potrà essere imbottigliato (esclusivamente in vetro, terracotta o legno) e quindi certificato come Aceto di Modena IGP.
Tuttavia, allo scadere dei 60 giorni, l’aceto potrà essere sottoposto ad un ulteriore periodo di invecchiamento, in contenitori (botti o barili) di legno di dimensioni più piccole rispetto a quelli utilizzati in precedenza. Se questa fase di invecchiamento dura per oltre tre anni, l’aceto che ne uscirà potrà essere fregiato con la dicitura Aceto Balsamico di Modena IGP “Invecchiato”.

Aceto Balsamico di Modena IGP – La storia

Le origini dell’Aceto Balsamico di Modena IGP sono molto antiche, tanto che l’utilizzo di questo aceto come rimedio disinfettante per lo stomaco e l’intestino è stato addirittura documentato da Giulio Cesare nel suo De Bello Gallico. Si hanno notizie scritte anche nell’Alto Medioevo, quando l’Abate Donizone riporta nella sua Vita Mathildis di una “botticella di aceto balsamico” che il Marchese Bonifacio di Canossa, padre della più famosa Matilde, regalò all’imperatore Enrico II.

La prima classificazione scrupolosa delle diverse tipologie di aceto e del loro utilizzo si ha nel 1556 con il trattato “La Grassa” della Corte Ducale, e sono del 1598 i documenti, sempre della Corte Ducale di Modena, che attestano come questo prodotto fosse lasciato in dote alle figlie quale elemento di pregio del corredo.

Ma è solamente nel 1747 che l’aggettivo balsamico appare per iscritto nei registri delle cantine di Palazzo Ducale a Modena, per distinguere una particolare tipologia di aceto rispetto a tutte quelle presenti a Palazzo. Nel 1830 si giunge poi ad una classificazione definitiva dell’aceto distinguendolo in balsamico, sem-ibalsamico, fine e comune.

Con la proclamazione dello Stato Italiano nel 1860 si ha un conseguente risveglio dei mercati ed un crescente interesse (anche di studio e di ricerca) per l’aceto balsamico, tanto che sul finire del diciannovesimo secolo, l’aceto balsamico di Modena comincia ad apparire nelle più importanti e prestigiose manifestazioni espositive, non solo in Italia, ma anche all’estero.

Acetaia Montale Rangone S.r.l., via Campania 28/B – fraz. Montale, 41051 – Castelnuovo Rangone (Mo).

Informazioni aggiuntive

Peso 0.45 kg