Pubblicato il

Siamo Aperti tutti i giorni!

Per tutto il periodo Natalizio siamo aperti tutti i giorni!

Da Domenica 1 Dicembre a Lunedì 23 Dicembre 2019 negli orari 08:00 / 13:00 e 14:30 / 19:00.

Martedì 24 Dicembre 2019 nell’orario 08:00 / 13:00 e 14:30 / 17:00.

Vi aspettiamo numerosi per i vostri acquisti di Natale, con un’ampia scelta di Confezioni Natalizie già pronte, e con la possibilità di confezionare Ceste e Scatole di Natale con i prodotti che più preferite!

Pubblicato il

Il Desco – Sapori e Saperi in mostra

29/30 Novembre 1 Dicembre e 6/7/8 Dicembre

Lucca Real Collegio

La Mostra Mercato più attesa per gli amanti dei prodotti di qualità all’insegna del divertimento, della cultura e dell’intrattenimento

Cibo 4.0: la qualità e l’eccellenza del Made in Italy guardando il futuro, dalla tradizione all’innovazione, questo e molto di più è #iltuoDesco

Torna a Lucca nei giorni 29, 30 novembre e 1 dicembre / 6, 7 e 8 dicembre 2019 l’appuntamento dedicato al food, punto di riferimento per la cultura culinaria italiana.

La 15a edizione della mostra mercato più attesa per gli amanti dei prodotti tipici di alta qualità, ma non solo, celebra gli avvenimenti tecnologici più significativi del secolo scorso, pietre miliari della cultura moderna.

Dall’atterraggio sulla luna alla nascita di Internet, dalla creazione del World Wide Web alla diffusione della rete, il mondo è cambiato e grazie alla nascita di network internazionali le persone, i luoghi, le passioni e le conoscenze si sono avvicinate decretando la sharing society. Anche il food è tra gli attori protagonisti di questa evoluzione, contribuendo a mettere in contatto persone e luoghi lontani, favorendo la valorizzazione della tipicità, la conoscenza di nuovi prodotti e le contaminazioni culinarie, fino ad arrivare alla social eating.

Le parole chiave de Il Desco 2019 sono #tipicità#condivisione e #riuso.

Vivi dal vivo l’esperienza Il Desco 2019 …. ti aspettiamo a Lucca!


Ed anche quest’anno saremo presenti a questa bellissima manifestazione, come sempre con i nostri migliori prodotti, e con le nostre confezioni natalizie!

Vi aspettiamo numerosi!

Pubblicato il

E’ arrivata la Farina di Castagne nuova

Finalmente è disponibile la nuova Farina di Castagne!

Questa farina è estremamente duttile perchè può essere usata sia per i dolci che per preparazioni salate come ad esempio la pasta fatta in casa, gnocchi (mischiandola all’impasto della patata), la polenta, i necci, i biscotti,  il pane o la focaccia.

Pubblicato il

Fiera di San Martino 2019 – Piazza Duomo, Pietrasanta

Sabato 9 e domenica 10 novembre, in piazza Duomo a Pietrasanta, si tiene la Fiera di San Martino, con mostra mercato, enogastronomia e molto altro.

San Martino è la festa del patrono di Pietrasanta.

I produttori-espositori arriveranno da tutta la Toscana, ma anche dal resto d’Italia, dal Trentino alla Sardegna.

Ci saranno oli e vino, salumi e formaggi, miele e cioccolato, noci e castagne, e tanto ancora nei banchi che, quest’anno, si estenderanno fino all’area antistante il Teatro Comunale.

Gli espositori sono una quarantina, per la mostra mercato che è diventato un appuntamento dell’autunno in Versilia.

E come ogni anno tornano nei ristoranti di Pietrasanta i menu a tema: a pranzo e a cena si potranno guastare i piatti della tradizione, a cominciare dai classicissimi tordelli, ma anche pesce, piatti vegetariani e anche qualche proposta internazionale.

Ed anche quest’anno saremo presenti a questo immancabile appuntamento con la tradizione pietrasantina!

Come sempre con i nostri migliori prodotti, e con tante novità targate 2019!

Vi aspettiamo numerosi!

Pubblicato il

Ognissanti, tre giorni di fiera a Camaiore

Venerdì 1°, sabato 2 e domenica 3 novembre 2019, Camaiore ospiterà la tradizionale Fiera di Ognissanti. Saranno quasi 300 gli espositori presenti nelle strade del centro storico con l’artigianato di qualità, il settore commerciale, quello alimentare, le opere dell’ingegno e i prodotti per l’abitazione. Nella zona della Badia, sarà allestita la mostra mercato degli animali e dei prodotti per l’agricoltura, articoli per la caccia e il tempo libero. Saranno circa trenta gli espositori dedicati ai veicoli commerciali e da lavoro nella zona di via delle Muretta, via Badia e piazza Romboni.

Ed anche quest’anno saremo presenti a questo immancabile appuntamento con la tradizione camaiorese!

Come sempre con i nostri migliori prodotti, e con tante novità targate 2019!

Vi aspettiamo numerosi!

Pubblicato il

Festa Pic, il peperoncino torna protagonista a Camaiore

Sabato 12 e domenica 13 ottobre 2019 si terrà la XII° edizione della Festa Pic. Il centro storico di Camaiore ospiterà la manifestazione principe per la valorizzazione del peperoncino in tutte le sue sfaccettature. Il “Pic” è organizzato dal Comune di Camaiore e dell’Accademia Italiana del Peperoncino ed è gemellata con la storica manifestazione di Diamante, in Calabria, che da oltre vent’anni celebra le qualità del gusto piccante. In piazza San Bernardino, Mr Pic dell’Azienda Carmazzi curerà l’allestimento di una straordinaria esposizione con oltre cento varietà di peperoncini.

Ed anche quest’anno saremo presenti alla Festa Pic a Camaiore, come sempre con i nostri migliori prodotti, e come ogni anno con diverse specialità piccanti, ta cui:

Lardo Piccante, Salsiccia Piccante, Formaggio Pecorino Piccante, Salame Piccante e Pancetta Piccante!

Vi aspettiamo numerosi!

Pubblicato il

ENOLIA 27-28 APRILE 2019 A SERAVEZZA

Enolia, alla scoperta dell’olio di qualità e dei prodotti del territorio. È slogan storico dell’ideatore Gabriele Ghirlanda (Ideal Party) che si terrà il 27 e 28 aprile 2019. Enolia, quest’anno, festeggia i 20 anni. Anno dopo anno, Enolia si è arricchita di contenuti ed eventi tanto da diventare un punto di riferimento enogastronomico per la Versilia e non solo. Tanti gli appuntamenti di questa edizione a partire da un omaggio a Veronelli.

Ed anche quest’anno saremo presenti, come sempre con i nostri migliori prodotti, sempre pronti a farveli assaggiare, e con tante novità targate 2019.

Vi aspettiamo numerosi! 

Pubblicato il

VERDE MURA 2019 – Mostra mercato del giardinaggio e del vivere all’aria aperta

VerdeMura, mostra mercato del giardinaggio e del vivere all’aria aperta torna con la 12ma edizione venerdì 5, sabato 6 e domenica 7 aprile 2019. Nuova collocazione, nuovi spazi più ampi e funzionali sul baluardo Santa Croce, sul baluardo e sulla Porta San Donato. Oltre 200 espositori italiani e stranieri: vivaisti di piante e specie orticole, arbusti, bulbi, attrezzi e arredi per il giardino e per l’orto, prodotti artigianali e alimentari di eccellenza, il tutto nell’ambientazione unica delle Mura di Lucca, uno dei parchi pubblici più antichi e suggestivi d’Europa 

Ed anche quest’anno saremo presenti con il nostro stand, con i nostri migliori prodotti, e con tante novità targate 2019!
Vi aspettiamo numerosi!

Pubblicato il

Terre di Toscana, eccellenza nel bicchiere – 3 e 4 Marzo 2019

Terre di Toscana è animato da 130 produttori importanti, fra vignaioli di nicchia e marchi di livello internazionale. Uno spaccato unico e irripetibile, da che è raro incontrare nel medesimo contesto nomi tanto prestigiosi, e piacevolmente fruibile grazie agli ampi ed eleganti spazi della location che lo ospita da ormai undici anni. L’evento più significativo a livello nazionale per i vini e i produttori di questa regione, nel 2019 giungerà alla sua DODICESIMA edizione.

 

E come ogni anno, dalla prima edizione ad oggi, saremo presenti a Terre di Toscana, nella splendida cornice del Una Hotel di Lido di Camaiore, vi aspettiamo Domenica 3 e Lunedì 4 Marzo, come sempre con i nostri migliori prodotti, e con tante novità targate 2019!

Pubblicato il

Capodanno, tra tradizione e scaramanzia

La cena più importante dell’anno, quella che segna il rito di passaggio tra ciò che è stato e ciò che deve ancora essere, è da sempre un appuntamento immancabile per le popolazioni di tutto il globo.
E, ovviamente, anche per noi italiani. Il cenone di San Silvestro è una tradizione che arriva da lontano, da molto lontano. Ripercorriamola insieme, tra cotechini, lenticchie e baci sotto il vischio

La notte di San Silvestro in Italia

Non c’è niente di più efficace, per assicurarsi un nuovo anno pieno solo di cose belle, che riunirsi insieme a familiari, amici e persone care intorno ad una tavola riccamente imbandita di mille leccornie. Sono infatti l’abbondanza delle pietanze, la ricchezza dell’apparecchiatura, ma soprattutto la gioia della condivisione e dell’attesa a propiziare la venuta di 365 nuovi giorni, prosperi e felici.
Noi in Italia, salutiamo l’anno vecchio e diamo il benvenuto a quello nuovo con una serie di riti scaramantici e tradizionali che proprio alla tavola e al cibo sono strettamente legati.

Il primo, e forse il più diffuso lungo tutto lo stivale, è di servire ai propri commensali il cotechino con le lenticchie: entrambi simboli di abbondanza e benessere economico, non possono mai mancare per il cenone del 31 di dicembre. Il Cotechino è sicuramente uno degli insaccati più “ricchi” di gusto e di calorie e per questo sinonimo di altrettanta ricchezza e abbondanza, e le lenticchie sono note e apprezzate sin dall’antichità per il loro elevato potere nutritivo, inoltre sono ritenute un vero e proprio portafortuna perché la loro forma molto simile a quella delle monetine, rimanda appunto ai soldi e alle gratificazioni economiche.

Altro alimento dalla simbologia altamente significativa è poi il melograno, in quanto simbolo di fedeltà, fecondità e passione per il colore rosso acceso dei suoi chicchi. Mangiarlo l’ultima notte dell’anno, magari insieme al proprio compagno o alla propria compagna è simbolo di devozione e prosperità.

Si dice inoltre che l’usanza scaramantica di indossare biancheria intima rossa si rifaccia proprio al colore del melograno: il rosso è infatti da sempre il colore della prosperità, in grado di scacciare le forze negative. Inoltre rappresenta il flusso sanguigno ed è l’emblema dell’energia vitale, ma anche del cuore e dei sentimenti. Sembra quindi che indossare mutandine rosse per San Silvestro assicuri lunga vita e gioie amorose.

Altro alimento che non può mai mancare sulla tavola del 31 è l’uva. È questa una tradizione che ci arriva direttamente dall’altra parte del Mar Mediterraneo, dalla penisola Iberica per l’esattezza. Mentre noi in Italia consumiamo le lenticchie come portafortuna, in Spagna si usa mangiare 12 chicchi di uva allo scoccare della mezzanotte, uno ad ogni rintocco dell’orologio e per ognuno dei 12 mesi dell’anno.

San Silvestro non è solo cenone…

Se qualcuno si domandasse da dove arrivi la tradizione tutta nostrana di gettare dalla finestra le cose vecchie, è questo un altro gesto propiziatorio e scaramantico che simboleggia la scelta di liberarsi di ciò che è inutile per nuovi inizi migliori, una rottura netta con il passato che non ci rappresenta più perché divenuto, in qualche modo, troppo pesante. Inoltre, il rumore degli oggetti che si frantumano al suolo fragorosamente aiuterebbe a scacciare via gli spiriti maligni. Ed è proprio a questo scopo “protettivo dal maligno” che concorrono anche i “botti” dei fuochi di artificio e degli spettacoli pirotecnici con cui festeggiamo lo scoccare della mezzanotte.

Last but not least, direbbero gli inglesi, non possiamo non parlare del rito più bello e dolce di tutti: quello di baciarsi sotto il vischio (meglio se con la persona amata). È questa una tradizione di origine celtica che si rifà direttamente alla dea Freya – protettrice degli innamorati – e ai suoi due figli Balder (dio del Sole, buono ed amato) e Loki (dio del Male, irascibile e invidioso) che decise di uccidere il fratello.
Scoperti i piani di Loki, la dea chiamò a protezione del figlio ogni pianta e animale, dimenticandosi però del vischio. Il dio del Male ne approfittò utilizzando proprio questo arbusto per costruire una lancia. Freya, disperata per la morte del figlio prediletto cominciò a piangere, ma le sue lacrime caddero sull’arma fatta di vischio trasformandosi in bacche perlate che miracolosamente lo riportarono in vita. Da quel momento, la dea cominciò a ringraziare con un bacio tutti quelli che passavano sotto al vischio, quale simbolo dell’amore che sconfigge la morte. E promise anche protezione eterna a chiunque, a sua volta, sotto questa stessa pianta miracolosa si fosse scambiato un bacio.

Con questo piccolo vademecum, noi del Salumificio Triglia di Gombitelli, vi auguriamo un 2019 ricco, felice e prospero. E non dimenticate di salutare il nuovo anno con un brindisi, ma state attenti a far saltare il tappo dello spumante con un bel botto, proprio allo scoccare della mezzanotte: è anche questo un rito che portafortuna.

Pubblicato il

Le lenticchie, tra storia, significato e simbologia

Sono il legume più consumato delle Feste. Soprattutto, non possono mai mancare sulla tavola del cenone di San Silvestro perché si dice portino abbondanza e ricchezza e perché non mangiarle sarebbe come privarci del più potente e antico porta fortuna alimentare che conosciamo. Solo un’usanza scaramantica? In parte sì e in parte no: esiste infatti una spiegazione storica molto concreta

Le lenticchie all’origine della storia

Se avessimo a disposizione una macchina del tempo e potessimo tornare indietro attraverso le ere, fino all’origine della storia che conosciamo, scopriremmo che lenticchie sono l’alimento alla base dell’alimentazione del genere umano sin dal Neolitico: sono state infatti il primo legume ad essere coltivato dall’uomo oltre 7000 anni fa.
La loro coltivazione, come è facile intuire, comincia in quella regione felice che erano le terre dell’Antico Egitto, rese fertili dal Nilo e dalle sue propizie inondazioni che ricoprivano il deserto di limo e in questo modo favorirono lo sviluppo dell’agricoltura.
Sin dall’inizio assunsero un significato ben augurale, probabilmente per il fatto che erano estremamente nutrienti. Il primo cenno storico legato alla loro esistenza risale al 525 a.C. ed è legato ad un mito. Nasce proprio sulle sponde del grande fiume egiziano, a Pelusio per l’esattezza, patria di uno dei più leggendari eroi dell’antichità, il grande Achille. Si racconta infatti che proprio da qui partissero navi egizie cariche di questi piccoli legumi verso i porti della Grecia e della Magna Grecia in Italia.

Ma i primati associati alle lenticchie non si esauriscono con miti ed eroi: sono infatti il primo cibo cotto e preparato dall’uomo di cui si abbia una testimonianza scritta. E la fonte di questa testimonianza, risalente a più di 4000 anni, è niente di meno che l’Antico Testamento. C’è infatti un notissimo episodio scritto nella Genesi che racconta di come Esaù, affamato dopo una dura battuta di caccia, si sia imbattuto nel gemello Giacobbe che aveva cucinato una minestra di lenticchie. Quando chiese al fratello un piatto per sfamarsi, Giacobbe glielo concesse a patto che lui rinunciasse alla sua eredità e al suo diritto di primogenitura: Esaù a cui non interessavano queste cose, accettò, rinunciando però per sempre al suo diritto di diventare re e guida degli Ebrei per una scodella di lenticchie.
È da questo episodio che ha origine la perifrasi che si usa quotidianamente “vendersi per un piatto di lenticchie”, che vuole indicare l’atto di darsi via per poco e di ricevere un compenso bassissimo rispetto al valore di quello che si dà in cambio. Ed è proprio per questo scellerato scambio che gli Ebrei sono soliti mangiare lenticchie quando sono in lutto: lo fanno in memoria del fatto che Easù dette via la cosa più preziosa che aveva.

Uscendo dalle scritture sacre e rientrando nel contesto storico, per millenni lenticchie sono state uno dei prodotti più importanti dell’agricoltura e del commercio del bacino del Mediterraneo. Erano uno degli alimenti più apprezzati sulle tavole dei Greci e dei Romani, ed erano tenute talmente in considerazione che quando Caligola fece arrivare a Roma la colonna egizia – che oggi troneggia nel centro del colonnato di Piazza San Pietro – la fece viaggiare attraverso il Mediterraneo protetta da un carico di questi piccoli legumi.

Inoltre, fu proprio un letterato – romano di adozione ma efesino di nascita – Artemidoro, nel suo trattato sull’interpretazione dei sogni, Onirocriticon (II secolo), a compiere la prima associazione simbolica sulle lenticchie, legandole all’annunciazione di lutti. Di tutt’altro parere è invece Plinio che ne esalta l’elevato valore nutritivo, glorificandone la capacità intrinseca di infondere pace e tranquillità agli animi tribolati. Tuttavia, nell’arco dei secoli a venire, il significato delle lenticchie, di essere foriere di morti imminenti o portatrici di abbondanza, varierà a seconda di sarà ad interpretare i sogni.

Nel Medioevo, le lenticchie abbandonano la tavola dei ricchi e dei nobili per diventare l’alimento più umile delle mense dei poveri. E proprio questo loro attributo di “alimento umile” porterà il medico Petronio nel Rinascimento a designarle come pasto adatto a chi desiderasse vivere una vita casta.

Alla corte di Luigi XIV poi le lenticchie venivano usate come mangime per i cavalli, mentre Alexander Dumas, che non era certo un fan di questi legumi, le definirà nel suo Grand Dictionnair de Cuisine del 1873 un alimento pessimo.

Le Lenticchie e il cenone di San Silvestro

Tra apologie e detrazioni, le lenticchie sono giunte fino a noi, attraversando tutta la storia del genere umano. Oggi come oggi, vengono consumate da tutti, senza distinzione di ceto sociale, la notte dell’ultimo dell’anno quale augurio di prosperità e ricchezza monetaria per l’anno nuovo. E se vi domandaste da dove arrivi questa specifica usanza culinaria, ancora una volta bisogna fare un lungo balzo indietro nel tempo.
Ogni inizio d’anno, gli antichi Romani era soliti regalare una borsa di cuoio piena di lenticchie – nota come scarsella – da legare alla cintura con l’augurio che questi legumi che tanto ricordavano nella forma piccole monetine, si trasformassero durante l’anno in denaro vero.

Pubblicato il

Antipasto di Natale 2018

Antipasto di Natale 2018

Antipasto freddo con salumi toscani, tre tipi di crostini e pecorino toscano fresco.
Preparazione 10 min
Tempo totale 10 min
Portata antipasto, antipasto freddo
Cucina toscana
Porzioni 4 persone

Ingredienti
  

  • 1 vasetto crema di lardo
  • 1 vasetto patè di cinghiale
  • 1 vasetto antico crostino toscano
  • 200 gr. pecorino toscano fresco
  • 100 gr. salame toscano
  • 100 gr. pancetta affumicata
  • 100 gr. coppa stagionata
  • 100 gr. lardo rosa di Gombitelli
  • 150 gr. prosciutto dolce
  • 100 gr. biroldo
  • 100 gr. salame carne di prosciutto