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Capodanno, tra tradizione e scaramanzia

La cena più importante dell’anno, quella che segna il rito di passaggio tra ciò che è stato e ciò che deve ancora essere, è da sempre un appuntamento immancabile per le popolazioni di tutto il globo.
E, ovviamente, anche per noi italiani. Il cenone di San Silvestro è una tradizione che arriva da lontano, da molto lontano. Ripercorriamola insieme, tra cotechini, lenticchie e baci sotto il vischio

La notte di San Silvestro in Italia

Non c’è niente di più efficace, per assicurarsi un nuovo anno pieno solo di cose belle, che riunirsi insieme a familiari, amici e persone care intorno ad una tavola riccamente imbandita di mille leccornie. Sono infatti l’abbondanza delle pietanze, la ricchezza dell’apparecchiatura, ma soprattutto la gioia della condivisione e dell’attesa a propiziare la venuta di 365 nuovi giorni, prosperi e felici.
Noi in Italia, salutiamo l’anno vecchio e diamo il benvenuto a quello nuovo con una serie di riti scaramantici e tradizionali che proprio alla tavola e al cibo sono strettamente legati.

Il primo, e forse il più diffuso lungo tutto lo stivale, è di servire ai propri commensali il cotechino con le lenticchie: entrambi simboli di abbondanza e benessere economico, non possono mai mancare per il cenone del 31 di dicembre. Il Cotechino è sicuramente uno degli insaccati più “ricchi” di gusto e di calorie e per questo sinonimo di altrettanta ricchezza e abbondanza, e le lenticchie sono note e apprezzate sin dall’antichità per il loro elevato potere nutritivo, inoltre sono ritenute un vero e proprio portafortuna perché la loro forma molto simile a quella delle monetine, rimanda appunto ai soldi e alle gratificazioni economiche.

Altro alimento dalla simbologia altamente significativa è poi il melograno, in quanto simbolo di fedeltà, fecondità e passione per il colore rosso acceso dei suoi chicchi. Mangiarlo l’ultima notte dell’anno, magari insieme al proprio compagno o alla propria compagna è simbolo di devozione e prosperità.

Si dice inoltre che l’usanza scaramantica di indossare biancheria intima rossa si rifaccia proprio al colore del melograno: il rosso è infatti da sempre il colore della prosperità, in grado di scacciare le forze negative. Inoltre rappresenta il flusso sanguigno ed è l’emblema dell’energia vitale, ma anche del cuore e dei sentimenti. Sembra quindi che indossare mutandine rosse per San Silvestro assicuri lunga vita e gioie amorose.

Altro alimento che non può mai mancare sulla tavola del 31 è l’uva. È questa una tradizione che ci arriva direttamente dall’altra parte del Mar Mediterraneo, dalla penisola Iberica per l’esattezza. Mentre noi in Italia consumiamo le lenticchie come portafortuna, in Spagna si usa mangiare 12 chicchi di uva allo scoccare della mezzanotte, uno ad ogni rintocco dell’orologio e per ognuno dei 12 mesi dell’anno.

San Silvestro non è solo cenone…

Se qualcuno si domandasse da dove arrivi la tradizione tutta nostrana di gettare dalla finestra le cose vecchie, è questo un altro gesto propiziatorio e scaramantico che simboleggia la scelta di liberarsi di ciò che è inutile per nuovi inizi migliori, una rottura netta con il passato che non ci rappresenta più perché divenuto, in qualche modo, troppo pesante. Inoltre, il rumore degli oggetti che si frantumano al suolo fragorosamente aiuterebbe a scacciare via gli spiriti maligni. Ed è proprio a questo scopo “protettivo dal maligno” che concorrono anche i “botti” dei fuochi di artificio e degli spettacoli pirotecnici con cui festeggiamo lo scoccare della mezzanotte.

Last but not least, direbbero gli inglesi, non possiamo non parlare del rito più bello e dolce di tutti: quello di baciarsi sotto il vischio (meglio se con la persona amata). È questa una tradizione di origine celtica che si rifà direttamente alla dea Freya – protettrice degli innamorati – e ai suoi due figli Balder (dio del Sole, buono ed amato) e Loki (dio del Male, irascibile e invidioso) che decise di uccidere il fratello.
Scoperti i piani di Loki, la dea chiamò a protezione del figlio ogni pianta e animale, dimenticandosi però del vischio. Il dio del Male ne approfittò utilizzando proprio questo arbusto per costruire una lancia. Freya, disperata per la morte del figlio prediletto cominciò a piangere, ma le sue lacrime caddero sull’arma fatta di vischio trasformandosi in bacche perlate che miracolosamente lo riportarono in vita. Da quel momento, la dea cominciò a ringraziare con un bacio tutti quelli che passavano sotto al vischio, quale simbolo dell’amore che sconfigge la morte. E promise anche protezione eterna a chiunque, a sua volta, sotto questa stessa pianta miracolosa si fosse scambiato un bacio.

Con questo piccolo vademecum, noi del Salumificio Triglia di Gombitelli, vi auguriamo un 2019 ricco, felice e prospero. E non dimenticate di salutare il nuovo anno con un brindisi, ma state attenti a far saltare il tappo dello spumante con un bel botto, proprio allo scoccare della mezzanotte: è anche questo un rito che portafortuna.