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Il pranzo di Natale secondo noi

Ormai ci siamo. Manca veramente pochissimo al giorno più significativo dell’anno. Se siete in cerca di idee e spunti su cosa preparare per un gustoso pranzo di Natale, ecco qui di seguito qualche piccolo suggerimento che speriamo possa esservi di ispirazione. E soprattutto un pochino di informazioni sulle origini di questa che è la festa per eccellenza

 

Le diverse tradizioni del Natale

Da sempre celebrato ad ogni latitudine del globo, il Natale – o per meglio dire le ricorrenze invernali del periodo natalizio – presenta costumi, retaggi folcloristici e cerimonie rituali che variano da paese a paese, sia da un punto di vista sociale e antropologico che prettamente religioso.

Tra i tanti simboli e le molteplici pratiche che accompagnano questa festa, quelli più riconosciuti e condivisi a livello mondiale, coincidono con l’albero d’abete addobbato, la figura di Babbo Natale, il ciocco o ceppo natalizio, le piante di vischio, agrifoglio e la bellissima stella di Natale, i canti natalizi (i famosi Christmas Carol della tradizione anglosassone), lo scambio di doni, e ovviamente il pranzo di Natale, sentito soprattutto da noi italiani che proprio a questo importante pasto associamo due pietanze specifiche, a loro volta estremamente simboliche: il cotechino e lo zampone.

Sebbene nella tradizione cristiano-cattolica, il Natale rappresenti la ricorrenza religiosa per eccellenza che annuncia la lieta novella della nascita di nostro Signore Gesù, questa festività affonda tuttavia le sue origini nel paganesimo, in un periodo antecedente l’avvento del cristianesimo. Le celebrazioni del solstizio invernale infatti erano molto diffuse e popolari nell’Europa del Nord ancora prima che venissero integrate all’interno della tradizione cristiana. Originariamente il Natale veniva definito con la parola yul, da cui deriva il termine anglo-germanico yule ovvero la festa del solstizio di inverno: il 21 dicembre (giorno del solstizio appunto) era uno degli otto giorni solari del sabbath pagano che rappresenta appunta il periodo di celebrazioni dell’evento astronomico annuale.

 

Tutti i simboli del Natale

Così come la festa del Natale è di origine pagana, anche tutti i suoi simboli lo sono: ad esempio l’albero addobbato sembra sia stato introdotto per la prima volta in Germania nel XVI secolo, ma ci sono leggende che lo fanno risalire addirittura all’Inghilterra del 680 a.D. e alla vita di San Bonifacio che decise di affrontare i pagani che ancora veneravano la sacra quercia del dio Thor: il santo con i suoi discepoli arrivò al luogo del grande albero per impedire che venisse compiuto un sacrificio umano, alzò la sua croce e disse: “questa è la croce che spezzerà il martello di Thor”. A quelle parole, l’imponente pianta venne spezzata in quattro da un fulmine che era caduto dal cielo. Proprio dietro a dove sorgeva la quercia, era nato un piccolo abete, così il santo si rivolse nuovamente ai pagani dicendo: “Questo piccolo albero è figlio della foresta ed è il simbolo della pace e dell’amore di Cristo: d’ora in avanti ogni anno per il Natale, vi radunerete intorno a questa pianta ma nelle vostre case e non nella foresta, e mai più si compiranno riti di sangue ma solo scambi di doni e di bontà”.

Il Ceppo di Natale ha poi origini antichissime: risale all’alto medioevo ed era un’usanza diffusa soprattutto nel nord Europa (Scandinavia e Inghilterra). Si trattava di una cerimonia di buon augurio: la tradizione voleva che la notte della vigilia di Natale il capofamiglia accendesse nel camino un grosso tronco di legno, che poi veniva lasciato bruciare lentamente anche nelle successive dodici notti fino alla befana. I resti del ciocco erano quindi conservati fino al Natale segunete, perché ritenuti portatori di proprietà magiche che favorivano il raccolto e la fertilità delle donne, proteggevano il bestiame e la salute della famiglia. La vigilia successiva venivano quindi usati per accendere il nuovo ceppo.

La tradizione di salutare l’arrivo del solstizio e del nuovo anno baciandosi sotto un ramo di vischio, ha origini scandinave: il rito pagano voleva infatti che questa pianta fosse il simbolo d’augurio per eccellenza del periodo natalizio. Rimanda infatti al mito di Baldur che era il figlio del dio Odino e signore della luce (questo aspetto lo rende sovrapponibile alla figura del Cristo), che muore ucciso da una bacchetta di vischio la pianta da cui simbolicamente è generato perché il padre Odino viene identificato appunto con l’albero cosmico denominato Yggdrasill su cui nasce il vischio, proprio come era accaduto a Gesù per il legno della croce.

 

Tutti i simboli della tavola del Natale in Italia

Da noi in Italia, la tradizione vuole che allo scoccare delle tredici del 25 dicembre, tutte le famiglie siano raccolte intono ad una tavola imbandita per celebrare la nascita Gesù Bambino. Ogni genere di leccornia viene preparata. Tra queste immancabile è il famoso “bollito” in cui non deve mai mancare il cotechino accompagnato dalle lenticchie, simbolo per eccellenza di abbondanza e prosperità.

Altro alimento che sicuramente fa subito Natale è il panettone: sebbene il più tradizionale di tutti sia quello dolce, vi suggeriamo di stupire i vostri commensali con un panettone gastronomico, farcite ogni strato con sapori diversi: dalla crema di lardo al tartufo al salame con le noci e al pecorino con il pepe nero, passando per l’antico crostino toscano e la bruschetta piccante. Lascerete tutti a bocca aperta!