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Cesti Pasquali

La Pasqua sta arrivando!

Le nostre ceste pasquali più economiche

Cesta Pasquale Piccola
Il Salumificio Artigianale Gombitelli ha in serbo una proposta pratica ed economica per chi vuole fare un regalo che si noti senza dover mettere eccessivamente mano al portafogli.

Cesta Pasquale la Pasqua a Gombitelli
Il Salumificio Artigianale Gombitelli confeziona da decenni ricche ceste che vanno incontro a tutte le tasche ed ha tutte le esigenze. I suoi salumi, i suoi insaccati, le sue creme sono da tempo immemore conosciute in tutta l’Alta Toscana e non solo.

Un po’ di Toscana sulle vostre tavole

Scatola Pasquale Gombitelli
Se non siete mai stati a Gombitelli, questa cesta è proprio ciò che fa per voi. Essa racchiude quei prodotti dai sapori caratteristici della cittadina.

Cesta Pasquale la Pasqua in Toscana
Il contenuto di questa cesta pasquale porterà le tipicità toscane più buone sulle vostre tavole, portandovi a fare un viaggio gastronomico dai gusti unici.

Un grande regalo per una persona molto cara

Photo by Alex Guillaume on Unsplash

Scatola Pasquale Extra Large
Vorresti lasciare tutti a bocca aperta regalando un prodotto unico che racchiude il meglio della tradizione gastronomica toscana? Il Salumificio Artigianale Triglia di Gombitelli ti propone i suoi cesti pasquali in dimensione extra-large, per soddisfare anche i palati più esigenti.

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Capodanno, tra tradizione e scaramanzia

La cena più importante dell’anno, quella che segna il rito di passaggio tra ciò che è stato e ciò che deve ancora essere, è da sempre un appuntamento immancabile per le popolazioni di tutto il globo.
E, ovviamente, anche per noi italiani. Il cenone di San Silvestro è una tradizione che arriva da lontano, da molto lontano. Ripercorriamola insieme, tra cotechini, lenticchie e baci sotto il vischio

La notte di San Silvestro in Italia

Non c’è niente di più efficace, per assicurarsi un nuovo anno pieno solo di cose belle, che riunirsi insieme a familiari, amici e persone care intorno ad una tavola riccamente imbandita di mille leccornie. Sono infatti l’abbondanza delle pietanze, la ricchezza dell’apparecchiatura, ma soprattutto la gioia della condivisione e dell’attesa a propiziare la venuta di 365 nuovi giorni, prosperi e felici.
Noi in Italia, salutiamo l’anno vecchio e diamo il benvenuto a quello nuovo con una serie di riti scaramantici e tradizionali che proprio alla tavola e al cibo sono strettamente legati.

Il primo, e forse il più diffuso lungo tutto lo stivale, è di servire ai propri commensali il cotechino con le lenticchie: entrambi simboli di abbondanza e benessere economico, non possono mai mancare per il cenone del 31 di dicembre. Il Cotechino è sicuramente uno degli insaccati più “ricchi” di gusto e di calorie e per questo sinonimo di altrettanta ricchezza e abbondanza, e le lenticchie sono note e apprezzate sin dall’antichità per il loro elevato potere nutritivo, inoltre sono ritenute un vero e proprio portafortuna perché la loro forma molto simile a quella delle monetine, rimanda appunto ai soldi e alle gratificazioni economiche.

Altro alimento dalla simbologia altamente significativa è poi il melograno, in quanto simbolo di fedeltà, fecondità e passione per il colore rosso acceso dei suoi chicchi. Mangiarlo l’ultima notte dell’anno, magari insieme al proprio compagno o alla propria compagna è simbolo di devozione e prosperità.

Si dice inoltre che l’usanza scaramantica di indossare biancheria intima rossa si rifaccia proprio al colore del melograno: il rosso è infatti da sempre il colore della prosperità, in grado di scacciare le forze negative. Inoltre rappresenta il flusso sanguigno ed è l’emblema dell’energia vitale, ma anche del cuore e dei sentimenti. Sembra quindi che indossare mutandine rosse per San Silvestro assicuri lunga vita e gioie amorose.

Altro alimento che non può mai mancare sulla tavola del 31 è l’uva. È questa una tradizione che ci arriva direttamente dall’altra parte del Mar Mediterraneo, dalla penisola Iberica per l’esattezza. Mentre noi in Italia consumiamo le lenticchie come portafortuna, in Spagna si usa mangiare 12 chicchi di uva allo scoccare della mezzanotte, uno ad ogni rintocco dell’orologio e per ognuno dei 12 mesi dell’anno.

San Silvestro non è solo cenone…

Se qualcuno si domandasse da dove arrivi la tradizione tutta nostrana di gettare dalla finestra le cose vecchie, è questo un altro gesto propiziatorio e scaramantico che simboleggia la scelta di liberarsi di ciò che è inutile per nuovi inizi migliori, una rottura netta con il passato che non ci rappresenta più perché divenuto, in qualche modo, troppo pesante. Inoltre, il rumore degli oggetti che si frantumano al suolo fragorosamente aiuterebbe a scacciare via gli spiriti maligni. Ed è proprio a questo scopo “protettivo dal maligno” che concorrono anche i “botti” dei fuochi di artificio e degli spettacoli pirotecnici con cui festeggiamo lo scoccare della mezzanotte.

Last but not least, direbbero gli inglesi, non possiamo non parlare del rito più bello e dolce di tutti: quello di baciarsi sotto il vischio (meglio se con la persona amata). È questa una tradizione di origine celtica che si rifà direttamente alla dea Freya – protettrice degli innamorati – e ai suoi due figli Balder (dio del Sole, buono ed amato) e Loki (dio del Male, irascibile e invidioso) che decise di uccidere il fratello.
Scoperti i piani di Loki, la dea chiamò a protezione del figlio ogni pianta e animale, dimenticandosi però del vischio. Il dio del Male ne approfittò utilizzando proprio questo arbusto per costruire una lancia. Freya, disperata per la morte del figlio prediletto cominciò a piangere, ma le sue lacrime caddero sull’arma fatta di vischio trasformandosi in bacche perlate che miracolosamente lo riportarono in vita. Da quel momento, la dea cominciò a ringraziare con un bacio tutti quelli che passavano sotto al vischio, quale simbolo dell’amore che sconfigge la morte. E promise anche protezione eterna a chiunque, a sua volta, sotto questa stessa pianta miracolosa si fosse scambiato un bacio.

Con questo piccolo vademecum, noi del Salumificio Triglia di Gombitelli, vi auguriamo un 2019 ricco, felice e prospero. E non dimenticate di salutare il nuovo anno con un brindisi, ma state attenti a far saltare il tappo dello spumante con un bel botto, proprio allo scoccare della mezzanotte: è anche questo un rito che portafortuna.

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Le lenticchie, tra storia, significato e simbologia

Sono il legume più consumato delle Feste. Soprattutto, non possono mai mancare sulla tavola del cenone di San Silvestro perché si dice portino abbondanza e ricchezza e perché non mangiarle sarebbe come privarci del più potente e antico porta fortuna alimentare che conosciamo. Solo un’usanza scaramantica? In parte sì e in parte no: esiste infatti una spiegazione storica molto concreta

Le lenticchie all’origine della storia

Se avessimo a disposizione una macchina del tempo e potessimo tornare indietro attraverso le ere, fino all’origine della storia che conosciamo, scopriremmo che lenticchie sono l’alimento alla base dell’alimentazione del genere umano sin dal Neolitico: sono state infatti il primo legume ad essere coltivato dall’uomo oltre 7000 anni fa.
La loro coltivazione, come è facile intuire, comincia in quella regione felice che erano le terre dell’Antico Egitto, rese fertili dal Nilo e dalle sue propizie inondazioni che ricoprivano il deserto di limo e in questo modo favorirono lo sviluppo dell’agricoltura.
Sin dall’inizio assunsero un significato ben augurale, probabilmente per il fatto che erano estremamente nutrienti. Il primo cenno storico legato alla loro esistenza risale al 525 a.C. ed è legato ad un mito. Nasce proprio sulle sponde del grande fiume egiziano, a Pelusio per l’esattezza, patria di uno dei più leggendari eroi dell’antichità, il grande Achille. Si racconta infatti che proprio da qui partissero navi egizie cariche di questi piccoli legumi verso i porti della Grecia e della Magna Grecia in Italia.

Ma i primati associati alle lenticchie non si esauriscono con miti ed eroi: sono infatti il primo cibo cotto e preparato dall’uomo di cui si abbia una testimonianza scritta. E la fonte di questa testimonianza, risalente a più di 4000 anni, è niente di meno che l’Antico Testamento. C’è infatti un notissimo episodio scritto nella Genesi che racconta di come Esaù, affamato dopo una dura battuta di caccia, si sia imbattuto nel gemello Giacobbe che aveva cucinato una minestra di lenticchie. Quando chiese al fratello un piatto per sfamarsi, Giacobbe glielo concesse a patto che lui rinunciasse alla sua eredità e al suo diritto di primogenitura: Esaù a cui non interessavano queste cose, accettò, rinunciando però per sempre al suo diritto di diventare re e guida degli Ebrei per una scodella di lenticchie.
È da questo episodio che ha origine la perifrasi che si usa quotidianamente “vendersi per un piatto di lenticchie”, che vuole indicare l’atto di darsi via per poco e di ricevere un compenso bassissimo rispetto al valore di quello che si dà in cambio. Ed è proprio per questo scellerato scambio che gli Ebrei sono soliti mangiare lenticchie quando sono in lutto: lo fanno in memoria del fatto che Easù dette via la cosa più preziosa che aveva.

Uscendo dalle scritture sacre e rientrando nel contesto storico, per millenni lenticchie sono state uno dei prodotti più importanti dell’agricoltura e del commercio del bacino del Mediterraneo. Erano uno degli alimenti più apprezzati sulle tavole dei Greci e dei Romani, ed erano tenute talmente in considerazione che quando Caligola fece arrivare a Roma la colonna egizia – che oggi troneggia nel centro del colonnato di Piazza San Pietro – la fece viaggiare attraverso il Mediterraneo protetta da un carico di questi piccoli legumi.

Inoltre, fu proprio un letterato – romano di adozione ma efesino di nascita – Artemidoro, nel suo trattato sull’interpretazione dei sogni, Onirocriticon (II secolo), a compiere la prima associazione simbolica sulle lenticchie, legandole all’annunciazione di lutti. Di tutt’altro parere è invece Plinio che ne esalta l’elevato valore nutritivo, glorificandone la capacità intrinseca di infondere pace e tranquillità agli animi tribolati. Tuttavia, nell’arco dei secoli a venire, il significato delle lenticchie, di essere foriere di morti imminenti o portatrici di abbondanza, varierà a seconda di sarà ad interpretare i sogni.

Nel Medioevo, le lenticchie abbandonano la tavola dei ricchi e dei nobili per diventare l’alimento più umile delle mense dei poveri. E proprio questo loro attributo di “alimento umile” porterà il medico Petronio nel Rinascimento a designarle come pasto adatto a chi desiderasse vivere una vita casta.

Alla corte di Luigi XIV poi le lenticchie venivano usate come mangime per i cavalli, mentre Alexander Dumas, che non era certo un fan di questi legumi, le definirà nel suo Grand Dictionnair de Cuisine del 1873 un alimento pessimo.

Le Lenticchie e il cenone di San Silvestro

Tra apologie e detrazioni, le lenticchie sono giunte fino a noi, attraversando tutta la storia del genere umano. Oggi come oggi, vengono consumate da tutti, senza distinzione di ceto sociale, la notte dell’ultimo dell’anno quale augurio di prosperità e ricchezza monetaria per l’anno nuovo. E se vi domandaste da dove arrivi questa specifica usanza culinaria, ancora una volta bisogna fare un lungo balzo indietro nel tempo.
Ogni inizio d’anno, gli antichi Romani era soliti regalare una borsa di cuoio piena di lenticchie – nota come scarsella – da legare alla cintura con l’augurio che questi legumi che tanto ricordavano nella forma piccole monetine, si trasformassero durante l’anno in denaro vero.

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Cotechino: ecco le ricette per gustarlo al meglio

Non c’è periodo dell’anno più adatto delle feste natalizie per mangiare il cotechino. Ma per farne un piatto veramente gustoso, ecco a voi alcune ricette e poche, semplici regole per preparalo nel migliore dei modi. Ma ricordatevi: servitelo sempre caldo e soprattutto che sia un cotechino artigianale e di qualità.

Storia del cotechino artigianale

Sinonimo di abbondanza e ricchezza, il cotechino è da molti ritenuto un portafortuna. Proprio per questo viene spesso preparato per il pranzo del 25 ed è il protagonista indiscusso del cenone di San Silvestro, quale simbolo di buon auspicio per il nuovo anno.
Tuttavia ha origini piuttosto povere. Nasce infatti nelle campagne del modenese alcuni secoli fa, per impiegare le carni meno pregiate e più deperibili del maiale che non potevano sostenere una lunga stagionatura: dovevano, in altre parole, essere consumate velocemente.
È da qui che il cotechino comincia a diventare il signore delle Feste: in passato infatti, la macellazione avveniva proprio nel mese di dicembre e il fatto che questo insaccato dovesse essere sottoposto solo ad una breve asciugatura, lo rendeva disponibile nel giro di pochi giorni.
Il suo nome deriva da “cotica”, ovvero la cotenna del maiale che viene ripulita e raschiata – conservando tutto lo strato di grasso subito sotto la superficie – e rappresenta uno dei suoi ingredienti principali insieme alla pancetta e ad altre parti meno nobili della bestia. Il tutto è tritato finemente, amalgamato insieme ad uno speciale mix di spezie e aromi naturali – tra cui l’inconfondibile Fiore Macis – che gli dona il sapore inconfondibile, ed infine insaccato all’interno di un budello naturale.

Cotechino: come cucinarlo secondo la tradizione

Il Cotechino Artigianale del Salumificio Triglia di Gombitelli è un prodotto di assoluta qualità, il cui impasto viene realizzato senza l’impiego di conservanti o esaltatori di sapidità. Ed è per questo che la sua colorazione non è “troppo brillante” e la sua farcia non è “troppo liscia e compatta” nonostante la macinazione fine a cui viene sottoposto l’impasto: queste caratteristiche di colore e consistenza sono infatti determinate proprio dalla presenza di questi additivi ed eccipienti. Diffidate quindi dei cotechini troppo colorati: non sono certo sinonimo di bontà.

Il nostro cotechino è molto semplice da cuocere, ma richiede tempi piuttosto lunghi di cottura, quindi calcolate bene le tempistiche dell’intero processo di preparazione, perché se c’è una regola d’oro da seguire nella degustazione di questo insaccato, è che va mangiato bello caldo, e quindi deve essere servito subito dopo la cottura.
Noi vi consigliamo semplicemente di avvolgerlo in abbondante carta stagnola, forarlo in profondità più volte e in punti diversi con uno stecchino, immergerlo in acqua fredda e farlo bollire per 90 minuti.

La tradizione vuole che venga servito – soprattutto alla cena dell’ultimo dell’anno – insieme alle lenticchie (che sono il simbolo del denaro contante perché ricordano nella forma tante monetine) oppure accompagnato dal purè. A questi due link, trovate le nostre ricette di entrambi i piatti, spiegate passo per passo: Cotechino con le Lenticchie e Cotechino con il Purè.

Cotechino: tre ricette insolite

Se però volete allontanarvi dalla cucina tradizionale e stupire i vostri commensali con qualche ricetta diversa, ecco qui qualche spunto di facile riuscita.

Cotechino con vellutata di patate al tartufo

Perché non sostituire il classico purè con una vellutata al profumo di tartufo? Il procedimento è piuttosto semplice. Fate lessare 4 patate medie nell’acqua insieme ad uno spicchio d’aglio e due foglie di alloro. Una volta cotte, sbucciatele e passatele allo schiacciapatate. Unite adesso 125 ml di panna fresca, un bicchiere di brodo vegetale, sale e pepe q.b, completando con qualche scaglia di tartufo e lavorando tutto fino ad ottenere una crema vellutata. Se però non avete trovato il tartufo fresco, potete sostituirlo con la nostra Crema di Lardo al Tartufo: uno o due cucchiai a seconda dell’intensità di sapore che si vuole ottenere

Tartine di Polenta e Cotechino al profumo di timo

Un antipasto insolito ma adattissimo alla tavola delle feste e, soprattutto facilissimo da preparare.
Preparate il cotechino e le lenticchie secondo questa ricetta, aggiungendo però alla preparazione delle lenticchie due rametti di timo. Cuocete a parte la polenta ed una volta pronta stendetela su un tagliere in uno strato uniforme di 2 cm di spessore e fatela raffreddare.
A questo punto, con un coppa pasta rotondo o, per un effetto più scenografico, con una formina a forma di fiore, ricavatene delle tartine che farete grigliare sulla piastra. Infine, adagiate sopra alle traine le fettine di cotechino bello caldo e guarnite con le lenticchie al profumo di timo.

Hamburger di Cotechino

È questa la variante tutta natalizia del fast food più celebre al mondo. Si comincia scaldando su una griglia le due metà dei panini. Una volta cali, andiamo a sostituire il classico hamburger di manzo con tre fettine fini di cotechino per panino, intervallate le une con le altre da insalata pomodori e cipolla. Per una Natale veloce, ma all’insegna della bontà made in Italy.

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Queste Feste, porta in tavola il lusso dell’eccellenza

Non c’è niente di più bello (e di più buono) di una tavola di Natale riccamente imbandita di mille leccornie. Noi del Salumificio Triglia di Gombitelli vogliamo contribuire alla vostra gioia golosa, suggerendovi alcuni prodotti d’eccellenza. Tutto e solo il meglio della nostra produzione!

Un vero pranzo di Natale deve essere ricco, abbondante e prevedere tante portate: deve essere, in altre parole, una vera e propria cornucopia di sapori.
Noi del Salumificio Triglia abbiamo pensato che potreste cominciare con un antipasto d’eccezione, che raccoglie tutti i nostri prodotti più “lussuosi” e ricercati. Sarà un modo squisito per dare il via alla festa più sentita da tutte le famiglie italiane.
Virginia Woolf era solita dire che se non si è mangiato bene, non si può pensare bene, amare bene e dormire bene. Aggiungiamo noi – molto umilmente – che non si può nemmeno festeggiare bene.
Che il pranzo cominci, dunque, ma che il suo ingresso sia una proclamazione della sopraffina artigianalità gastronomica, in cui i sapori più autentici del territorio sono araldi squillanti al banchetto più importante dell’anno.

Penitente: il Signore dei Prosciutti!

In un vero antipasto toscano che si rispetti, non può certo mancare il prosciutto crudo. A Natale però, scegliamo di gustare un sapore ancora più raffinato e portiamo in tavola l’eccellenza assoluta con il Prosciutto Penitente e il Culatello Cuor di Penitente, entrambi rigorosamente affettati a mano.
Sono questi, due salumi considerati “da meditazione”, tanto il loro gusto è unico e ricercato. Ambasciatori di una maestria artigiana centenaria, la loro storia è ammantata di un pizzico di mistero ed è frutto di uno sbaglio che si è poi rivelato perfezione.
Dalle nostre parti nell’ottocento, era usanza che il fattore rifilasse ai propri contadini quei prosciutti e culatelli che non erano venuti “fuori bene”, perché magari non avevano raggiunto il corretto grado di sapidità e maturazione: una sorta di doppia penitenza (da qui il nome, così evocativo) per quei salumi “malfatti” e per quei mezzadri poco capaci. I contadini erano soliti conservare i salumi all’interno dei metati, quelle costruzioni in pietra e legno – oggi purtroppo completamente in disuso – che sorgevano sui limitari dei boschi di castagno e che venivano utilizzate per essiccare le castagne e ricavarne la tanto importante farina. All’interno dei metati, la temperatura calda e secca dei fuochi che venivano accesi per l’essiccamento innescava una seconda maturazione dei prosciutti e il fatto che venissero conservati a diretto contatto con la farina, donava loro un sapore unico, ancora più dolce e morbido.
Questo antico metodo di stagionatura è stato ripreso dai maestri norcini Triglia che oggi, diversamente da quanto accadeva duecento anni fa, destinano a questa finalità soltanto i migliori tra i loro prosciutti e culatelli: l’eccellenza dell’eccellenza.

Il Parmigiano Reggiano 24 mesi, il re dei formaggi

Da sempre considerato il sovrano indiscusso tra i formaggi a produzione nostrana, il Parmigiano Reggiano è uno dei testimonial più illustri e pregiati del made in Italy e simbolo esclusivo della nostra maestria casearia. La sua DOP comprende sostanzialmente le provincie di Parma e Reggio Emilia e si contraddistingue per essere un formaggio a pasta dura la cui granulosità varia a seconda del periodo di stagionatura. Il nostro Parmigiano Reggiano 24 mesi rappresenta il mix perfetto tra friabilità e solubilità, le due caratteristiche fondamentali che concorrono a farlo sciogliere armoniosamente sul palato.
Vi suggeriamo di servirlo a grosse scaglie all’interno di una ciotola di legno, oppure, per un effetto maggiormente scenografico, perché non pensare ad una mezza forma che troneggia in mezzo alla tavola, da “scolpire” ognuno a gusto proprio?

Toscanità da intenditori: Salame al Tartufo e Pecorino al Tartufo

Salame e pecorino: esiste forse un’altra accoppiata più toscana di questa? Da sempre ingredienti principali di quelle sane merende che abbiamo ereditato dai nostri antenati contadini, con l’aggiunta del signore del sottobosco, diventano due pietanze assolutamente gourmet.
Il Salame al Tartufo e il Pecorino al Tartufo del Salumificio Gombitelli, sono infatti due prodotti artigianali esclusivi che hanno saputo appassionare anche i buongustai più pretenziosi. Il primo viene realizzato a partire dal salame carne di prosciutto a cui si aggiunge, nell’ultima fase della lavorazione, il tartufo nero fresco, il secondo sposa alla perfezione la dolcezza del latte di pecora pastorizzato alle note intense ed aromatiche del tartufo nero. Tagliate a fettine non troppo sottili il salame e disponetele a corona in un bel vassoio, disponete poi al centro una ciotolina con il pecorino affettato a bastoncini. Ne saranno tutti entusiasti.

Un occhio anche alla linea con il Filetto Bresaolato

Stare attenti alla linea il giorno di Natale sembra quasi un ossimoro, eppure niente è come sembra, anzi. Grazie al nostro Filetto Bresaolato è infatti possibile coniugare un prodotto di eccellenza assoluta con il gusto e il contenimento delle calorie. Essendo realizzato con filetti più magri che provengono dalla zona lombare del maiale, è ideale anche per quelle persone che sono a dieta. E se qualcuno volesse sperimentare un sapore più forte, perché non optare per un Filetto Affumicato? È questa un’esclusività della produzione Triglia che prevede di impreziosire il sapore già particolare del Filetto Bresaolato con un affumicatura naturale a freddo, che impiega solo legno recuperato dai boschi che circondano il borgo di Gombitelli a cui vengono aggiunti solo foglie di alloro, aghi di pino, bacche di ginepro ed altri aromi naturali.

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La tavola delle feste

Se dovessimo pensare al pranzo più importante dell’anno, questo sarebbe sicuramente il pranzo di Natale, e se dovessimo individuare invece la cena, questa sarebbe il cenone dell’Ultimo del 31. Tra cotechini, lenticchie e panettoni (gastronomici) ecco il menù per la vostra tavola, firmato Salumificio Triglia. Per il pranzo di Natale che fai? E per il cenone dell’ultimo dell’anno? Ormai è la domanda, anzi le domande, più frequenti che si sentono in giro. Non solo tra massaie, ma anche tra colleghi in ufficio, compagni di scuola e amici al bar. Sì, perché se ci sono due ricorrenze importanti nel calendario sono proprio il 25 e il 31 di dicembre. Non solo perché sono giorni “consacrati alla festa” non solo religiosa, ma anche perché sono due appuntamenti gastronomici di grande importanza, da condividere in famiglia, con le persone care e gli amici. Lo sappiamo molto bene noi toscani, che per la tavola (quella buona) abbiamo da sempre un occhio di riguardo. Quindi, bando ai soliti menù e prendete nota, perché quest’anno potrete rinnovare le vostre portate della festa con le nostre ricette: un mix tra cucina tradizionale e gusti tipici del territorio. E che sia per tutti un gioioso, ma soprattutto gustoso, buon Natale.

Il pranzo di Natale

È questo un giorno da passare rigorosamente in famiglia, circondati dai propri cari. Quanti di noi infatti hanno nostalgia di quei bei Natali dell’infanzia, quando per i più piccoli veniva apparecchiato il tavolo in cucina, mentre ai “grandi” era riservato l’onore del tavolo della sala? Noi del Salumificio Triglia di Gombitelli, abbiamo voluto onorare questa memoria proponendovi un menù tradizionale con qualche aggiunta gourmet. Tre sono le ricette pensate per voi. L’Antipasto di Natale a base di salumi artigianali, il più classico dei classici, il Cotechino con il Purè e per stupire anche lo zio foodie, un secondo piatto più gourmet, Gamberi al Lardo accompagnati da Crema di Cannellini.

Antipasto di Natale

Non c’è niente di meglio che “aprire le danze” con un antipasto della tradizione: Prosciutto Dolce, Pancetta Accoppiata, Salame Toscano, Salame ai Pinoli, Soppressata, affettati e accompagnati da alcune polentine fritte, a loro volta condite con Crema di Lardo al Tartufo e Antico Crostino Toscano. È una portata velocissima da preparare: potrete preparare tanti piatti quanti sono i vostri commensali oppure servire in tavola con vassoi e taglieri.

Cotechino con il Purè

Questo piatto è forse, anzi sicuramente, il più tradizionale delle feste italiane. Il cotechino con il purè è perfetto per il Pranzo di Natale, come portata principale nel misto dei bolliti. Tuttavia, non può mai mancare sulla tavola dell’ultimo dell’anno, accompagnato in questo caso dalle lenticchie, che rappresentano le monete e che vanno a rafforzare la valenza simbolica di questo insaccato, sinonimo di abbondanza e prosperità economica. Il cotechino è un piatto piuttosto semplice da cucinare, ma essendo un prodotto completamente artigianale, non è precotto come quelli che si acquistano nei supermercati della grande distribuzione e ha quindi bisogno di tempi di cottura piuttosto lunghi. Per prepararlo al meglio, vi consigliamo di avvolgerlo nella carta argentata e forarlo in più punti e in profondità con uno stuzzicadenti. A questo punto, lo immergete in abbondante acqua fredda e lo lasciate cuocere per 90 minuti. Ricordate che va servito bello caldo, quindi calcolate bene i tempi per portarlo in tavola alla temperatura giusta.

Gamberi al Lardo accompagnati da Crema di Cannellini

Ideali sia come antipasto, sia come secondo piatto – basta solo aumentare le quantità – le code di gambero avvolte nel lardo, sono un vero e proprio piatto gourmet. Sono piuttosto facili da realizzare: vanno solo private del guscio e avvolte in una fetta di Lardo Rosa di Gombitelli. Fatele cuocere in forno per pochi minuti e servitele in tavola adagiate sopra una vellutata di cannellini. A questo link, la ricetta completa, passaggio per passaggio.

Il Cenone dell’Ultimo dell’anno

Finire l’anno vecchio in bellezza e cominciare quello nuovo all’insegna della bontà. Ovviamente, seduti ad una tavola riccamente imbandita. A troneggiare, al centro, non può che esserci lui: il Cotechino con le lenticchie. Non servirlo, sarebbe come privare noi stessi e i nostri commensali di un gustoso gesto scaramantico. Perché negarci il simbolo per eccellenza di abbondanza e benessere monetario? E sempre per restare in tema di prosperità, vi proponiamo di accompagnarlo ad altre due portate molto “ricche” e gioiose: il Panettone Gastronomico – variante salata e molto trionfale, del più classico panettone dolce della tradizione – e il Risotto alla Champagne della Coppola che invece del parmigiano, prevede di essere servito nella mezza forma di Scoppolato di Pedona. Il primo può essere farcito di salumi e formaggi a piacere. Per questo 31, vi proponiamo però la sua versione affumicata: dalla Crema di Lardo Affumicato alla Coppa Affumicata, dal Lardo Affumicato al Lonzino Affumicato fino al Filetto Affumicato, cinque strati dal sapore unico e avvolgente.
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Siamo Aperti tutti i giorni!

Per tutto il periodo Natalizio siamo aperti tutti i giorni!

Da Sabato 1 Dicembre 2018 a Venerdì 07 Dicembre 2018 negli orari 08:00 / 13:00 e 14:30 / 18:00.

Da Sabato 08 Dicembre a Domenica 23 Dicembre 2018 negli orari 08:00 / 13:00 e 14:30 / 19:00.

Lunedì 24 Dicembre 2018 nell’orario 08:00 / 13:00 e 14:30 / 17:00.

Vi aspettiamo numerosi per i vostri acquisti di Natale, con un’ampia scelta di Confezioni Natalizie già pronte, e con la possibilità di confezionare Ceste e Scatole di Natale con i prodotti che più preferite!

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Per le vostre Confezioni Natalizie Etichetta di Auguri Personalizzata

Sia per chi acquista ceste e scatole regalo online, che chi viene ad acquistarle a Gombitelli è possibile stampare un’etichetta di auguri personalizzata come questa sotto. Acquistando online basta scrivere il testo di auguri nelle note dell’ordine; per averla a Gombitelli è necessario un preavviso di 2 giorni, telefonateci al 0584/971966 o mandate una mail a [email protected] ed indicate il testo; la troverete pronta al vostro arrivo.
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A Natale porta in tavola un prosciutto d’eccellenza

prosciutto crudo penitente

Il prosciutto migliore per la tua tavola delle Feste? Il regalo ideale per l’amico foodie, lo zio aspirante gastronomo o il cugino buongustaio? Se ciò che cerchi è la raffinatezza del sapore e l’esclusività del gusto, due soli sono i salumi giusti, giusti per te: Prosciutto Penitente e Culatello Cuor di Penitente. Eccoli, i fiori all’occhiello della maestria norcina del Salumificio Triglia di Gombitelli.

I Penitenti Triglia, un’eccellenza nata per “sbaglio”

Salumi da meditazione: se dovessimo individuare un appellativo per il Prosciutto Penitente e il Culatello Cuor di Penitente, non potremmo che usare queste parole. O per lo meno, è così che i più esperti gourmet sono soliti definirli. Difficilmente infatti, troverete salumi più raffinati, dal gusto unico e inconfondibile: vera e propria eccellenza della norcineria del Bel Paese.

Sono sapori antichi, che hanno radici umili e affondano la loro esclusività direttamente nella tradizione salumiera di Gombitelli, piccolo borgo del camaiorese, celato tra i boschi di castagno che ricoprono i pendini che salgono verso il Passo del Lucese, nella parte più orientale delle Alpi Apuane.
Tradizione secolare questa, che è stata accolta, protetta e tramandata dalla famiglia Triglia, sempre attenta a preservare il saper fare, i prodotti e i sapori di questo territorio.

Ma procediamo per gradi e scopriamo insieme la storia e l’origine del nome dei Penitenti, un’avventura nel gusto e nella tradizione che ci porterà indietro nel tempo agli inizi del 1800.
Duecento anni fa, i contadini di Gombitelli e di tutto il territorio di Camaiore, erano soliti riporre all’interno dei metati – è questo il nome con cui erano chiamati lungo l’Appennino Tosco-Emiliano, i piccoli edifici in pietra in cui venivano messe ad essiccare le castagne per ricavarne la farina – quei prosciutti e culatelli che il fattore non poteva vendere perché magari non avevano acquisito la corretta sapidità o non avevano raggiunto quel particolare gusto tipico. Così, il fattore, li dava da mangiare come forma di “punizione” ai suoi contadini e mezzadri che non avevano saputo farli buoni, ma soprattutto idonei alla vendita

Tuttavia, questa sorta di “castigo” o di “punizione” ebbe invece un esito felice e golosamente eccellente: all’interno dei metati, infatti, l’atmosfera caldo secca creata dal fuoco moderato che veniva acceso per far asciugare lentamente le castagne, esponeva anche i prosciutti e i culatelli ad un’ulteriore stagionatura. Inoltre, gli effluvi profumati e il gusto dolce dei frutti, contribuivano ad arricchirli di inaspettate e insperate note gustative.

I Penitenti ai giorni d’oggi: l’eccellenza e la comodità, tramandate fino a noi

Ai giorni nostri, purtroppo, i metati che un tempo punteggiavano il limitare dei nostri boschi e castagneti, giacciono in rovina. Tuttavia questa originale procedura di stagionatura è stata ereditata e perfezionata dai maestri norcini del Salumificio di Gombitelli. C’è una sola, piccola variazione alla tradizione: oggi solo i migliori fra i prosciutti e culatelli possono diventare Penitenti. Vengono fatti stagionare per 24 mesi a contatto diretti con la farina di castagne. Questo lungo passaggio, conferisce loro un sapore dolce e avvolgente, immediatamente riconoscibile per il caratteristico retrogusto di castagne arricchito da incredibili note di sottobosco che contraddistingue ogni singola fetta.
Il risultato? L’unione perfetta tra la dolcezza delle castagne e la sapidità del prosciutto crudo e del culatello.

E per tutti coloro che non vogliono acquistare una coscia o un culatello interi, i maestri norcini Triglia, vendono il Prosciutto Penitente e il Cuor di Penitente anche affettati – rigorosamente a coltello – in comode e igieniche confezioni sottovuoto, proprio nella quantità desiderata.
Questi due salumi d’elezione possono essere i protagonisti dell’aperitivo o dell’antipasto delle vostre feste. Oppure troneggiare in una merenda raffinata e gourmand, nel ricordo di quanto facevano i contadini quando si riunivano a chiacchiera all’interno dei metati, nelle fredde giornate autunnali.

E se vi domandaste con quali vini abbinarli, il loro gusto unico e ricercato punta direttamente alle bollicine: perfetto un Franciacorta Saten dal gusto vanigliato che ben si sposa con la dolcezza di queste carni. Ma che sia molto freddo, per creare un contrasto con la rotondità del sapore che si scioglie morbida sul palato. Oppure, un salto all’altro capo dello stivale, per un’alternativa a 360 gradi: ecco quindi un altro abbinamento perfetto con un calice di Caserulo di Vittoria, DOCG della Sicilia dal colore rosso ciliegia brillante e dal sapore asciutto e pieno.

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Scatole e cesti natalizi: ecco le 7 novità del 2018

Questo Natale regala la bontà! Vieni a trovarci a Gombitelli o visita il nostro shop online e scopri i cesti e scatole natalizie che abbiamo pensato per questo 2018. Sono sette novità e parlano tutte la lingua della qualità, dell’eccellenza, dell’artigianalità e della tradizione norcina toscana. Ma soprattutto fanno tutte venire l’acquolina in bocca!

Ormai ci siamo. Il periodo del din-don-dan incombe. Decorazioni per le strade, vetrine addobbate, e quell’atmosfera sospesa e frizzante non lasciano spazio al dubbio: Natale è alle porte. E con l’arrivo delle Feste, sopraggiunge l’esigenza di fare i regali ad amici, parenti, persone care, ma anche clienti, fornitori e conoscenti in genere.
È sempre difficile individuare il dono perfetto che non solo incontri il gusto di chi lo riceve ma che, allo stesso tempo, dica anche qualcosa (di buono) di chi lo ha donato: tutti, quando facciamo un regalo ad un’altra persona, vogliamo che questo “parli per noi”, racconti il nostro affetto e sia testimone delle nostra amicizia e della nostra stima.

Cosa donare, dunque, per non sbagliare? Se c’è una cosa che mette tutti d’accordo – soprattutto noi popolo del Bel Paese, che ha fatto della tavola una ragione di essere – è appunto il buon cibo.
Ma che sia buono, veramente buono. Un’eccellenza, insomma: materie prime selezionatissime e un processo di produzione all’insegna del rigore imposto dalla tradizione e delle più alte norme igieniche.
Caratteristiche queste che solo i prodotti artigianali di alta qualità possono garantire.

Noi del Salumificio Triglia di Gombitelli, siamo d’accordo con il gastronomo, sociologo, nonché fondatore di Slow Food, Carlo Petrini – uno che della qualità di ciò che si mangia, un po’ se ne intende – quando dice: “Ho bisogno di conoscere la storia di un alimento. Devo sapere da dove viene. Devo immaginarmi le mani che hanno coltivato, lavorato e cotto ciò che mangio”.

Questa affermazione è infatti alla base della filosofia della nostra azienda di famiglia: tutti i nostri salumi e insaccati raccontano la stessa storia: narrano di una maestria norcina antica di secoli, di materie prime eccellenti, di ricette e processi di produzione che si rifanno direttamente alla tradizione, ma anche di innovazione tecnologica – nel confezionamento, nella logistica, nella comunicazione – e di una volontà continua di individuare sapori nuovi e prodotti unici, capaci di sorprendere anche i palati più esigenti.

Quindi, queste Feste, lasciati conquistare dalle nostre ceste e scatole natalizie: sul nostro shop online ne troverai tantissime, di tutti i tipi e di tutti i prezzi. Ma se preferisci una confezione completamente personalizzata, puoi sempre contattarci, la realizzeremo in esclusiva per te, inserendo solo i prodotti che vorrai.

Scatola Natalizia tutte le nostre Delizie Affumicate

Questa scatola è una delle novità assolute del 2018, perché raccoglie al suo interno la selezione completa di tutti i nostri nuovi salumi affumicati: Crema di Lardo Affumicato, Filetto Affumicato, Pancetta Affumicata, Lonzino Affumicato, Lardo Affumicato e Coppa Affumicata. Il processo di affumicatura che seguiamo è naturale al 100%: viene eseguito rigorosamente a freddo, in affumicatori che utilizzano solo scarti di legna raccolta nei boschi che circondano il borgo di Gombitelli, impreziosita da foglie di alloro, aghi di pino, bacche di ginepro e solo aromi naturali, senza l’aggiunta di insaporitori chimici come il fumo liquido. È disponibile con pezzature piccole (67.90 euro) e con pezzature grandi (139.90 euro).

Cesti Natalizi tutte le nostre Delizie Affumicate in un Cesto

Questo bellissimo cesto in vimini – perfetto per chi ama i sapori nordici, forti e definiti – accoglie nel suo “ventre” tutta la gamma degli affumicati Triglia: Crema di Lardo Affumicato, Filetto Affumicato, Pancetta Affumicata, Lonzino Affumicato, Lardo Affumicato e Coppa Affumicata. La caratteristica confezione rustica, ben si sposa con il gusto dei salumi affumicati: bello fuori e buono dentro. È disponibile in due formati, con pezzature piccole da 69.90 euro e con pezzature grandi da 141.90 euro.

Cesti Natalizi la Tradizione a Gombitelli

Un regalo all’insegna della bontà e della tradizione norcina del nostro territorio: se dovessimo pensare ad un’ambasciatrice nel mondo dei sapori e del gusto di Gombitelli, sarebbe questa cesta. Non a caso il suo nome è “Tradizione”. Disponibile in due pezzature (piccole, euro 59.90 e grandi, euro 129.90) contiene una selezione di tutti quei salumi e prodotti che hanno reso celebre il nostro borgo non solo in Italia, ma anche in Europa: Salsiccia di Cinghiale, Minestra Garfagnina, Crema di Lardo, Arista Stagionata, Pancetta Accoppiata, Pecorino Toscano DOP Stagionato e Mortadella di Gombitelli (Salame Nostrale).

Scatola Natalizia Piccoli Peccati di Gola

Non lasciatevi ingannare dal nome “Piccoli Peccati di Gola” perché questa scatola natalizia è una delle più ricche della nostra selezione delle feste: raccoglie infatti al suo interno l’eccellenza – ma soprattutto la raffinatezza – della produzione Triglia: Culatello con CotennaCarpaccio d’Arista in Bigongia, Salame Carne di Prosciutto, Scoppolato di Pedona, Pancetta Affumicata, Lardo Rosa di Gombitelli (Lardo Steso), Salame al Tartufo. Viene confezionata in due formati, con pezzature piccole a 122.90 euro e con pezzature grandi, a 249.90 euro.

Cesti Natalizi la Tradizione Toscana

Un altro cesto che racconta della tradizione e dell’abilità norcina della nostra Regione. Un condensato di sapori tipici, in grado di rallegrare la tavola e fare felici anche i commensali più esigenti. Confezionata in un rustico cesto di vimini, questa selezione comprende: i Paccari dell’Antico Pastificio Toscano trafilati al bronzo, le Lenticchie Nostrali, l’Antico Crostino Toscano, una Confettura Extra di Fichi, un Salame alle Olive, la Pancetta Stesa, il “Pepatello” Coscia di Suino impepata (Disossato) e il Pecorino il Predicatore. Come tutte le nostre confezioni, anche questo cesto “Tradizione Toscana” è realizzato con pezzature piccole (euro 83.90) e con pezzature grandi (euro 138.90).

Scatola Natalizia la Bontà Light

Il regalo ideale per quell’amico che ama il buon cibo, ma che purtroppo deve stare anche attento alla linea. Questa scatola contiene infatti una selezione dei nostri tre salumi “light”, quelli cioè, con un più basso apporto calorico. Chi l’ha detto infatti che non è possibile mangiare salumi quando si è a dieta? Disponibile con pezzature piccole (a 51.90 euro) e con pezzature grandi (a 83.90 euro), la “Bontà Light” comprende: Prosciutto Dolce DisossatoFiletto Bresaolato e Arista Stagionata.

Cesti Natalizi Babbo Natale 2018

Questo cesto racchiude tutte le richieste che un buongustaio, aspirante gourmet, sicuramente buona forchetta, scriverebbe nella sua letterina a Babbo Natale. Se anche voi avete tra i vostri amici o parenti una persona così, questo è il regalo perfetto per lei! Disponibile con pezzature piccole (a soli 53.90 euro) o con pezzature grandi (99.90 euro), la cesta “Babbo Natale” comprende: Coppa Stagionata, Filetto al Pepe, Biroldo, Farina di Castagne della Garfagnana, Pecorino Affinato in Fieno e Paglia, Salame Toscano.

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I nostri cesti natalizi affumicati

Paese che vai, Natale che trovi: se c’è una cosa che rende felici noi Italiani (soprattutto sotto le feste) è il piacere della tavola. Perché quindi quest’anno non sorprendere amici, parenti e conoscenti con un dono all’insegna dei gusti forti e decisi? Noi del Salumificio Triglia di Gombitelli abbiamo preparato una serie di confezioni regalo che racchiudono al loro interno i nostri esclusivi salumi affumicati.

Tutto il piacere di un salume artigianale, prodotto nell’assoluto rispetto della tradizione norcina del nostro territorio e di materie prime di totale qualità, reso ancora più unico ed esclusivo da un lento e rigoroso processo di affumicatura a freddo.
Ciò che infatti rende speciali i nostri prodotti affumicati è proprio la scelta di affumicarli naturalmente, senza ricorrere all’impiego di insaporitori chimici o esaltatori del gusto, come il fumo liquido, ma usando solo legna pregiata, raccolta nei boschi che circondano il nostro borgo. Prima di essere posta nell’affumicatore, questa viene ridotta in trucioli molto piccoli – cippato – ed impreziosita ulteriormente con foglie di alloro, aghi di pino, bacche di ginepro ed altri aromi naturali.
Le carni vengono quindi affumicate a lungo, in sessioni che raggiungono persino le 24 ore, durante le quali la temperatura dei fumi odorosi a cui sono sottoposte non supera mail i 24, 25 gradi e non scende mai sotto i 13. Questo consente loro di impregnarsi in profondità, senza però creare punte di intensità troppo acute: un processo che esalta ancora di più l’eccellenza della nostra produzione salumiera.

E per rendere bello fuori ciò che è già bello – ma soprattutto buono – dentro, creiamo per voi delle perfette confezioni natalizie, utilizzando sia cesti di vimini più rustici che scatole di cartone più eleganti, con tanto di addobbi, decorazioni e biglietto d’auguri inclusi: basterà che scriviate nell’ordine il vostro augurio e lo compileremo noi per voi. Dovete quindi indicarci il nome del destinatario e il suo l’indirizzo di consegna… a tutto resto, pensiamo tutto noi.

Scatola Natalizia tutte le nostre Delizie Affumicate

Questa bella confezione con coperchio a ribalta in cartone rosso intenso, racchiude al suo interno la selezione completa dei nostri salumi affumicati. È disponibile in due versioni.
Con pezzature piccole, a 67,90 euro (vasetto di Crema di Lardo Affumicato da 0,2kg, un Filetto Affumicato da 0,35 kg, trancetto di Pancetta Affumicata da 0,4 kg, trancetto di Lonzino Affumicato da 0,4 kg, trancetto di Lardo Affumicato da 0,4 kg e trancetto di Coppa Affumicata da 0,4 kg); e con pezzature grandi, a 139,90 euro (vasetto di Crema di Lardo Affumicato da 0,2kg, Filetto Affumicato da 0,35 kg, trancetto di Pancetta Affumicata da 1 kg, trancetto di Lonzino Affumicato da 1 kg , trancetto di Lardo Affumicato da 1 kg e Coppa Affumicata da 1,5 kg).

Cesta Nataizia tutte le nostre Delizie Affumicate in un Cesto

Un delizioso cestino in vimini, decorato con paglietta e addobbi natalizi, raccoglie nel suo “grembo” tutti i nostri prodotti artigianali, affumicati a freddo. Come la scatola in cartone, anche questo cesto è disponibile in due formati, per pezzature piccole e per pezzature grandi.
A solo 141,90 euro cesto con pezzature grandi comprende: vasetto di Crema di Lardo Affumicato da 0,2kg, Filetto Affumicato da 0,35 kg, trancetto di Pancetta Affumicata da 1 kg, trancetto di Lonzino Affumicato da 1 kg, trancetto di Lardo Affumicato da 1 kg e Coppa Affumicata da 1,5 kg.

A soli 69,90 euro, nel cesto con pezzature piccole trovate: vasetto di Crema di Lardo Affumicato da 0,2kg, Filetto Affumicato da 0,35 kg, trancetto di Pancetta Affumicata da 0,4 kg, trancetto di Lonzino Affumicato da 0,4 kg, trancetto di Lardo Affumicato da 0,4 kg e trancetto di Coppa Affumicata da 0,4 kg.

Cesti Natalizi Delizie Affumicate

È questa la soluzione più economica, perché include una selezione di soli 4 salumi affumicati. Anche questo cestino è comunque disponibile in due versioni, con pezzature grandi per un valore di 60,90 euro (Filetto Affumicato da 0,35 kg, trancetto di Lardo Affumicato da 0,5 kg, trancetto di Lonzino Affumicato da 0,6 kg e trancetto di Pancetta Affumicata da 0,5 kg; e con pezzature piccole, per un valore di 44,90 euro (Filetto Affumicato da 0,35 kg, trancetto di Lardo Affumicato da 0,3 kg, trancetto di Lonzino Affumicato da 0,35 kg e trancetto di Pancetta Affumicata da 0,3 kg).

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Pecorino: ecco la nostra TOP 5

Per tutti i gusti e per tutte le occasioni, da mangiarsi da soli o in abbinamento ad altri alimenti per preparare piatti e ricette super squisiti. Eccovi servita la selezione più esclusiva dei nostri pecorini: un’idea diversa per il tagliere degli antipasti o il buffet degli aperitivi.
E con il Natale ormai alle porte, perché non prenderne nota per un regalo speciale all’insegna del gusto e della qualità? Sul nostro negozio online è possibile ordinarli tutti, selezionare la tipologia di cesta o scatola dono, indicare l’indirizzo di consegna… e a tutto il resto pensiamo noi! Confezione a tema e biglietto d’auguri compresi!

Scoppolato di Pedona

La storia dello Scoppolato di Pedona si perde al confine tra la fantasia e la delizia. Leggenda infatti vuole che questo formaggio delizioso da tutti considerato il più buono prodotto in Versilia e che ha fatto la fortuna (turistica e gastronomica) di questa piccola frazione del Camaiorese, sia stato inventato intorno alla seconda metà dell’Ottocento da tal Tristano da Pedona. Tristano era un mezzadro della zona a cui era stato affidato da un ricco terriero un gregge di pecore per produrre latte. Ad un certo punto il ricco signore cominciò a lamentarsi perché la qualità del formaggio era sempre scadente. Tristano se ne scusava, togliendosi la coppola in segno di reverenza – da qui il nome “Scoppolato” – ma la sua era solo una recita, perché il signore, fattolo seguire, scoprì che il pastore aveva nascosto all’interno di una grotta segreta un’infinità di forme di formaggio buonissimo. Il signore gli ordinò allora che da quel momento in avanti avrebbe dato a lui il formaggio migliore, cosa che il mezzadro accettò, ma che non riuscì a fare a lungo perché venne colpito da un infarto di lì a poco.

Pecorino Stagionato nelle Noci

Una crosta sottile che racchiude al suo interno una pasta bianca, morbida e compatta, costellata di gherigli di noci: il nostro Pecorino Stagionato nelle Noci, è un formaggio unico, la cui struttura densa ma elastica al tempo stesso ci regala un sapore irripetibile che ben bilancia ed armonizza il gusto deciso e leggermente piccante della noce con la dolcezza del latte fresco di pecora con il quale viene realizzato.
Noi vi consigliamo di gustarlo in purezza, per un fine pasto all’insegna della ricercatezza, oppure tagliatelo a striscioline non troppo sottili ed aggiungetelo alle insalate: regalerà loro una marcia in più.
E per tutti quelli che amano la pasta fatta in casa, incorporatelo al ripieno di ravioli o fagottini, lascerete a bocca aperta anche i commensali più esigenti. E se cercate un buon vino con cui abbinarlo, vi consigliamo un Ciliegiolo dell’Umbria, un vino rosso rubino, molto intenso con spiccati sentori di ciliegia ed amarena sotto spirito che esaltano la dolcezza di questo formaggio.

Pecorino al Tartufo

Lo si potrebbe tranquillamente includere tra i “formaggi da meditazione”: il nostro Pecorino al Tartufo è infatti una vera e propria eccellenza casearia dal gusto unico, realizzato esclusivamente con latte di pecora fresco pastorizzato, caglio, fermenti lattici e sale di Volterra al cui impasto vengono aggiunti pezzetti di vero tartufo nero. Nessun additivo, nessun aroma artificiale: solo ingredienti naturali.
Può essere gustato in ogni momento della giornata, dall’antipasto al fine pasto, spuntino pomeridiano compreso, ma se veramente volete sorprendere i vostri ospiti e familiari, servitelo tra le portate dell’aperitivo, magari per accompagnare un calice di vino bianco fresco, uno fra tutti il Pinot Nero, una DOC dell’Oltrepò pavese dal colore giallo paglierino e dal profumo fresco e delicato con note fruttate di mela e pesca che ben si armonizzano con il sapore deciso del tartufo.

Pecorino Toscano DOP Stagionato

Se c’è un ambasciatore nel mondo della tradizione casearia della nostra regione, questo è il Pecorino Toscano DOP Stagionato: non è infatti un caso che si producesse sin dal tempo degli etruschi. È anche lui incluso tra i formaggi da meditazione per il suo sapore immediatamente riconoscibile, frutto di una lunga stagionatura – non meno di quattro mesi – che gli conferisce un’intensità di sapore e una complessità aromatica più strutturate, caratterizzate da note di frutta secca e fieno. È perfetto praticamente sempre: aperitivi, antipasti, fine pasto, spuntino e merende, in purezza o accompagnato da una composta di frutta o dal miele, uno su tutti quello di castagno. L’abbinamento di vino ideale? Quello con un altro grande ambasciatore della nostra regione, il Morellino di Scansano, DOCG dal colore rosso brillante e dal profumo fruttato di prugna e ciliegia.

Pecorino Sardo Fresco

Tutto il sapore della Sardegna, racchiuso all’interno di questo Pecorino Sardo Fresco, un formaggio prodotto seguendo antichi metodi artigianali e utilizzando esclusivamente latte fresco pastorizzato di pecore autoctone. Provatelo da solo o con l’aggiunta di Miele di Sulla e pane carasau, per un aperitivo isolano senza paragoni.
La storia di questo pecorino ha origini lontanissime nel tempo che vanno indietro sino all’età del bronzo, quando l’isola era abitata dalle popolazioni nuragiche, i cui resti archeologici si possono ancora oggi ammirare soprattutto nell’area di Barumini. Le popolazioni nuragiche facevano dipendere la loro sopravvivenza proprio dall’allevamento di pecore e dalla conseguente lavorazione del latte.